La Grazia e il suo Angelo
di Elisabetta Rasy, Il Sole 24 Ore, Domenicale, 22 giugno 2008
Dalle lettere inedite della Deledda all’influente intellettuale De Gubernatis, infaticabile seduttore, emerge la figura di una scrittrice ambiziosa e tenace.
Grazia Deledda, «Lettere ad Angelo De Gubernatis (1892-1909)», a cura di Roberta Masini, Cuec-Centro di studi filologici sardi, Cagliari.
Da un paese che definisce «tanto pittoresco quanto disgraziato» una ragazza sconosciuta di poco più di vent’anni scrive una lettera in cui si presenta a un «illustrissimo» – così lo chiama – letterato cinquantenne che non ha mai visto. Con poche frasi, e senza nessuna timidezza, disegna un autoritratto. Spirituale: «…attraverso il circolo di montagne deserte e leggendarie che chiudono il mio orizzonte, sento tutta la modernità della vita, dei tempi nuovi e dei nuovi ideali». Segue »



















