2009, cm 14×21, pp. 128 € 13,00
ISBN 978-88-8467-510-1 (ill. a colori)
di Luca Vargiu
Alla metà del Settecento si trasformano radicalmente tutti gli aspetti della vita europea. È su questo piano che si misurano anche i problemi di un ritardo storico, vero o presunto, dell’arte e della cultura in Sardegna. Avvicinatisi al neoclassicismo negli anni della permanenza della corte sabauda, durante l’Ottocento gli artisti isolani da un lato intensificano gli scambi con il “continente”, dall’altro avviano una riscoperta della storia e delle tradizioni locali. La riflessione sulla specificità si approfondisce man mano che si avanza nel Novecento: nella prima metà essa permea l’apertura alle esperienze nazionali e internazionali – postimpressionismo, liberty, secessione e, in architettura, il razionalismo – mentre dal secondo dopoguerra, facendosi discorso di forme, aiuta a rileggere il rinnovamento in direzione dell’astrattismo e dell’informale. Dopo la stagione di ricerca degli anni sessanta e settanta, gli ultimi decenni sono sempre più dominati dall’eclettismo postmoderno, tanto in architettura, quanto nelle arti visive.
Luca Vargiu (Cagliari, 1970) insegna storia e filosofia nelle scuole superiori. È specializzato in Storia dell’arte e dottore di ricerca in Estetica e Teoria delle arti. Collabora con la cattedra di Estetica dell’Università degli Studi di Cagliari, presso cui ha tenuto diversi corsi a contratto (Estetica, Fenomenologia degli stili e Storia della critica artistica). È autore di articoli specialistici e di due monografie, Prima dell’età dell’arte (Palermo, 2007) e Incroci ermeneutici (Palermo, 2008), entrambe pubblicate dal Centro Internazionale Studi di Estetica.
















