Sette storie sulla slealtà

Da Internazionale, settimanale, n. 822 del 20.11.09
di Álvaro Enrigue, Letras Libres

I colpevoli racconta sette storie sulla slealtà e sulle correnti sotterranee che è in grado di scatenare. Chi inganna o è ingannato (e ne è consapevole) finisce per sdoppiarsi, perché custodisce un segreto che lo obbliga a vivere secondo un modello assai diffuso: è una persona diversa che passa la vita recitando.

Sogni di celluloide che rivelano tanti sguardi sul mondo

Da La Nuova Sardegna, 10 dicembre 2009
di Gianni Olla

«I film del cuore», l’immaginario cinematografico di registi e scrittori indagato da Sante Maurizi.

Ventotto scrittori e registi sardi raccontano in un libro il loro amore per il cinema. Il titolo è «I film del cuore. Registi e scrittori al cinema»: l’ha curato Sante Maurizi per la Cuec ed ha una prefazione di Irene Bignardi.

Gli Anni ’70 di Biffi. Un pianoforte in cima alla barricata

da L’Unione Sarda, 12 dicembre 2009
di Celestino Tabasso

E bravo il compagno Biffi. Che pensa a testa nuda, non confonde il pudore con l’imbarazzo, ricorda senza annoiare e sa emozionarsi quando racconta.
Bravo perché ci vuole classe per far stare nelle 156 paginette di “Cuore mancino” (Cuec editrice, 12 euro) tutto quel materiale poetico e politico.

I Colpevoli. Sette ironici peccatori

da La Nuova Sardegna, 16 novembre 2009
di Elia Cossu

Juan Villoro per la prima volta tradotto in italiano
Uno scrittore conosciuto in tutto il mondo che ora arriva anche in Italia per iniziativa della Cuec.

Giornalista, autore di teatro, romanziere, Juan Villoro è uno degli autori messicani contemporanei più conosciuti e apprezzati. Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo, ora per la prima volta anche in Italia grazie alla Cuec, che ha appena mandato in libreria «I colpevoli», l’ultima e gradevolissima raccolta di racconti di Villoro.

Informazione, Hermes, un padre e una figlia.Dialogo vagabondo tra notizie e arte

Gli stimoli dell’ultimo lavoro di Roberto Paracchini (che si confronta con Sara)
Sardinews, Giugno 2009
di Felice Testa

Il giornalismo è una professione incline al motto di spirito e alla semplificazione arguta, in particolare quando gioca in casa e si occupa dei temi dell’informazione. Così di fronte a uno dei pilastri insoluti del mestiere, cioè cosa sia esattamente una notizia, prevale la convinzione che a saperlo siano rimasti in pochi: Dio e qualche anziano capo redattore prossimo alla pensione, ma c’è anche chi è pronto a giurare che ormai anche il Padre Eterno abbia qualche difficoltà.

Informazione, la nuova frontiera

da La Nuova Sardegna, 11 aprile 2009
di Roberto Paracchini

Crisi economica e tecnologie digitali rimescolano le carte sia per i giornalisti sia per le aziende editoriali

È la stampa, bellezza! E tu non ci puoi fare niente», comunica un mitico Humphrey Bogart-giornalista al cattivo di turno che minaccia fuoco e fiamme se l’articolo sulle sue malefatte sarà pubblicato. Ma il direttore Ed Hutchinson-Bogart allunga il braccio col telefono verso il rombare delle rotative che stanno stampando il giornale… Il film, girato da Richard Brooks è del 1952, venne proiettato in Italia col titolo «L’ultima minaccia».

Il “Tempus” tra memoria e orgoglio

da La Nuova Sardegna, 3 aprile 2009
di Carlo Floris

Presentata a Sant’Antioco la prima raccolta di poesie di Giulio Angioni
Nei giorni scorsi nella sala del centro culturale “I Sufeti” in Piazza De Gasperi, gremita da un uditorio attento, i presenti hanno ascoltato con partecipazione la lettura delle poesie di “Tempus”, fatta dallo stesso autore, l’antropologo Giulio Angioni…

Ecco la lingua dei giovani sardi

da L’Unione Sarda, 13 marzo 2009
di Celestino Tabasso

Tutti ricordiamo le tute bianche e le mazze dei balordi di “Arancia Meccanica”. La loro ultraviolenza eccitata dal latte alla mescalina, le atrocità sulle note di “Singin in the Rain” e della Nona di Beethoven. Ma forse l’intuizione più azzeccata di Anthony Burgess fu il Nadsat, lo slang giovanile inventato dallo scrittore – e poi adottato da quel geniaccio di Kubrik nella versione cinematografica – assemblando parole russe e vocaboli inglesi creati dalla sua fantasia.

Mommsen nell’isola dei falsari

da La Nuova Sardegna, 31 marzo 2009
di Manlio Brigaglia

Un’identità fondata sulla menzogna: l’incredibile storia delle «Carte d’Arborea» ricostruita da Luciano Marrocu

Tra le intraprese più straordinarie che siano mai state compiute in Sardegna, al tavolo dove lavorano gli intellettuali, ci sono quelle che per consuetudine chiamiamo «Carte d’Arborea». In realtà non sono carte, perché in maggioranza si tratta di pergamene, e non sono d’Arborea ma d’un ufficio cagliaritano nel cui chiuso un archivista ancora a corto di carriera …

Una Sardegna in celluloide

da La Nuova Sardegna, 22 marzo 2009
di Andrea Massidda

L’appassionante viaggio nella storia del cinema isolano

Ernesto Che Guevara? Morì ammazzato nel Supramonte di Orgosolo. Così come Don Chischotte combattè contro i mulini a vento a due passi da Sanluri e il biblico sacrificio di Abramo si consumò sul Corrasi, a Oliena. Tutto vero. Cinematograficamente parlando, s’intende, visto che le pellicole sulle gesta di questi personaggi storici e letterari furono girate in Sardegna alla fine degli anni Sessanta.

La verità nascosta in un delitto

da La Nuova Sardegna, 9 marzo 2009
di Giuseppe Mussi

«La borsa del colonnello», primo romanzo di Ottavio Olita.
La ricostruzione di una realtà diversa da quella giudiziaria

«Un metro e 70, un metro e 75 d’altezza, il torace era ricoperto da una maglietta verde, sollevata fin sopra le scapole, con una lacerazione sul lato sinistro del colletto; un paio di calzoni corti, di quelli con tante tasche; ai piedi scarpe da barca, le gomme delle suole assolutamente pulite e stranamente prive dei lacci».