Michele Antonio Plazza. Riflessioni intorno ad alcuni mezzi per rendere migliore l’Isola di Sardegna (1755-1756)

2017, cm 12×19, pp. 288 € 20,00
ISBN 978-88-8467-100-4
Coordinamento editoriale
Centro di studi filologici sardi/CUEC

saggi introduttivi di
Giancarlo Nonnoi e Carlo Mulas

Michele Antonio Plazza (Villafranca di Piemonte, 1720) compì gli studi di chirurgia nell’Università di Torino dove, nel 1744, ottenne le patenti per l’esercizio della professione. Giunto in Sardegna nel 1748 visitò tutta l’Isola, dedicandosi a ricerche in ambito natura­listico e archeologico.

Pietro Delitala. Rime diverse

Le Rime diverse (Cagliari, Galcerino, 1596) appaiono profondamente influenzate dalla produzione poetica di Torquato Tasso, benché non si escluda la conoscenza diretta dell’autore di altre esperienze di lirica italiana e spagnola che, a partire da Petrarca, si muovono nel Quattrocento e Cinquecento sulla linea del petrarchismo, in particolare quello religioso.

Egidio Pilia. Opere edite

Tra il 1920 e il 1929 Egidio Pilia diede alle stampe le opere che qui ripubblichiamo: L’autonomia sarda. Basi limiti e forme, Per la tomba e per la gloria di Domenico Alberto Azuni, L’autonomia doganale, Carlo Buragna poeta e filosofo del secolo XVII, Il dolore dell’anima sarda. Note di psicologia dell’arte di Sardegna, La dottrina del tirannicidio in Lucifero Cagliaritano, La dottrina politica di Domenico Alberto Azuni, Gian Francesco Fara e l’origine della storiografia sarda

Antonio Segni. Scritti Politici

Questa antologia di scritti politici vuole essere un contributo alla ricostruzione della biografia intellettuale e politica di Antonio Segni. Il volume raccoglie scritti politici in senso lato – articoli apparsi su quotidiani e periodici sardi e nazionali; testi di discorsi riveduti e pubblicati su riviste specializzate, come la “Rivista trimestrale di diritto e procedura civile”, di cui Segni era condirettore; relazioni tenute a convegni stampate in opuscoli che ebbero scarsa diffusione –, comparsi fra il 1924 e il 1962.

Onorio III e la Sardegna (1216-1227)

L’epistolario di Onorio III (1216-1227) con la Sardegna è uno strumento importante non solo per la storia della Chiesa ma per quella tout court dell’isola, sia perché costituisce l’assoluta maggioranza delle fonti disponibili per il periodo sia perché è ricco di informazioni riguardanti la politica pontificia.

Synodus Diocesana Bosanensis

La Synodus Dioecesana, pubblicata a Sassari nel 1781 dall’editore Giuseppe Piattoli, contiene gli atti del sinodo diocesano che si tenne a Bosa nel 1780. In apertura si leggono la lettera pastorale, attraverso la quale Quasina convocò ufficialmente il sinodo, e l’orazione inaugurale recitata dal prelato in apertura della prima sessione. Il sinodo si compone di 24 capitoli dedicati sia a questioni dottrinali sia alla disciplina ecclesiastica.

Poesie

Stampate postume nel 1683, le Poesie di Buragna anticipano il cambiamento di gusto che troverà piena realizzazione pochi anni dopo nella costituzione dell’Accademia dell’Arcadia. Le scelte dell’autore, a livello sia tematico sia stilistico, vanno in direzione di un netto rifiuto delle pratiche più innovative della poesia barocca, e di un deciso ritorno al petrarchismo, interpretato però in modo non dogmatico, tenendo ben presente la lezione di autori che hanno saputo conciliare antico e moderno come Giovanni Della Casa e Torquato Tasso.

Los diez libros de Fortuna de Amor

Los diez libros de Fortuna de Amor venne pubblicato a Barcellona nel 1573. È l’opera più conosciuta di Lo Frasso, grazie anche ai giudizi sull’opera espressi da Cervantes nel Chisciotte. Miscellanea di prosa e versi, in castigliano, catalano, italiano e sardo, ascrivibile al genere pastorale, narra le vicissitudini del pastore Frexano (alter ego di Lo Frasso) che si svolgono tra una bucolica Sardegna e una festosa Barcellona.

Alla Grotta di Alghero. Appunti e spigolature

Inizialmente pubblicato a puntate in Appendice al quotidiano “La Sardegna” (1886), Alla Grotta di Alghero. Appunti e spigolature viene raccolto in volume nel 1889 per i tipi dell’editore milanese Brigola. Lo stile di Costa emerge anche in questa prova nella quale l’episodio romanzesco della gita alla grotta fra amici, cui è sottesa la storia di un innamorato deluso, funge da sfondo al reale intento dell’Autore che passa in rassegna i testi dei visitatori a vario titolo ammiratori dell’Antro di Nettuno…

Giovanni Tolu. Storia di un bandito sardo narrata da lui medesimo

Pubblicata per la prima volta nel 1897 dall’editore Dessì di Sassari, Giovanni Tolu. Storia di un bandito sardo narrata da lui medesimo viene definito da Maurizio Virdis nell’Introduzione alla presente edizione “una felice intuizione e una fortunata invenzione borderline che rendeva letteratura il giornalismo, e portava il giornalismo a farsi narrazione storica dell’attualità non ancora trapassata nella storia.

Le carte di Michele Boschino

Michele Boschino è stato considerato uno dei primi «metaromanzi» della narrativa italiana. L’intera tradizione del testo si trova conservata a Firenze nella Sala Manoscritti dell’Archivio «Bonsanti». L’opera è strutturata secondo le forme del «doppio racconto», ciascuno con propria fonte di emittenza narrativa, proprio orientamento ideologico e orizzonte percettivo.