Trasformismo ruffiano e lebbroso

da L’Indice n. 12, 2015
di Aldo Agosti

Di Emilio Lussu, un uomo che, scrisse Vittorio Foa nel 1975, “ha avuto il singolare destino di convivere con la sua leggenda”, esiste una bellissima biografia, quella scritta da Giuseppe Fiori (Il cavaliere dei Rossomori, Einaudi, 1985), che di fatto però, al di là di alcune rapide e incisive suggestioni, si arresta al 1944.
A illuminare almeno una parte dei trent’anni successivi contribuisce ora il terzo volume dei suoi scritti, introdotto da un lungo saggio di Luisa Maria Plaisant, solido e informato ma tanto attento al contesto generale da oscurare a volte la vicenda e la personalità del protagonista.