La sardità come utopia. Note di un cospiratore

spiga2006, cm 12×16,5, pp. 334 € 16,00
ISBN 88-8467-352-6

di Eliseo Spiga

Difficile vivere nel posto in cui ci sono più ragioni per morire. Privo quasi completamente di spazi per il lavoro, per la personalità progettuale, per l’intelligenza, per l’amore. Nell’isola, dove G. M. Angioy è morto due volte, dopo duecento anni di sardismo, che è tornata alla corte sabauda e al governatore-vicerè. Difficile vivere nella società complessa in cui ritornano lo schiavismo, la miseria, i crimini contro l’umanità, le vendette della natura. Dove le città soffocano e i paesi deperiscono. Nel mondo rovesciato, el mundo a revés, su mundu a su revessu, dove il nobile cavaliere porta in groppa la sella carica di ronzini, monarchi, tenutari, consigli e parlamenti. Ma pronto alla sgroppata per sbalzare in aria i brocchi e l’allegra compagnia. Il libro sembra un racconto del viaggio sulle tracce dell’utopia umanizzante. Nel mondo calante, come un sole stanco, tra speranze del passato, misteri del presente, incubi del futuro.

Eliseo Spiga (Aosta, 1930) ha svolto attività politica come militante del Partito comunista italiano e del Partito sardo d’azione. È stato uno dei fondatori del Circolo Città-campagna, del periodico bilingue Nazione Sarda e della Confederazione Sindacale Sarda. Ha promosso, con altri intellettuali, la campagna per il bilinguismo sardo-italiano. Ha pubblicato, col pseudonimo di Giuliano Cabitza, Sardegna, rivolta contro la colonizzazione (Feltrinelli, 1968), Capezzoli di Pietra (Zonza, 1998) e, con F. Masala e P. Cherchi, il Manifesto del comunitarismo (Zonza, 2000).